Breve racconto ... chi vuole ed ha pazienza lo legga

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Breve racconto ... chi vuole ed ha pazienza lo legga

Messaggio Da Giovanni il Dom Apr 13, 2008 7:25 pm

Se potessi fermare il tempo

Nel vederla camminare adagio verso di me, dal colore pallido della pelle del viso ho capito che qualcosa doveva essere successo, - ti devo dare una brutta notizia, per me le brutte notizie riguardano solo il lavoro, - è morto Luca, a casa, o meglio a “Residenza Serena” il nostro bed and breakfast ne abbiamo due con questo nome, ma avevo ben capito a quale si riferiva. Il cuore mi si è spezzato, ... Lei sapeva il valore di Luca per me, solo due sere fa abbiamo condiviso musica e canto, e c’era anche Paco.
E’ stato Lui a muovere in me la voglia di proporgli di musicare alcuni brani riposti da molti anni nel profondo del mio animo, A Lui mi ero affezionato e la forma migliore per entrare in relazione era stata la musica.
Era venuto un giorno di maggio a casa un giovane uomo, felice di aver trovato un alloggio disponibile a poche centinaia di metri dalla sede provvisoria del suo ufficio, questo però da subito non lo disse e conoscendo poi le sue necessità, non era stato questo il motivo più importante. Quel mezzodì le poche chiacchiere fatte in cucina, sulle modalità della permanenza, avevano presto lasciato il posto alle sue esigenze logistiche che assunsero un significato diverso…
Ci siamo lasciati cordialmente, lui aveva già deciso, si era innamorato della casa , del giardino, forse della mia intenzione di voler aver modo di mettere a disposizione non un luogo anonimo, o un posto in cui si è di passaggio in attesa di un trasferimento, ma l’opportunità che lui avrebbe potuto raccogliere, di conoscere persone sincere. Qui mi va bene, non voglio cercare altrove, disse in un modo che non posso dimenticare… A sera era già a cena da noi, a tavola parlammo di molte cose e non fu difficile trovare il filo conduttore nella chitarra, constatai che la mia era una passione mancata , mentre per Lui era una compagna di vita, specialmente in quegli ultimi periodi e ci promettemmo di suonare assieme qualcosa.
Il sole riscaldava i mesi primaverili, mi gratificava vedere quanto Luca apprezzasse la natura che circonda la mia casa, sentirsi immerso nel verde di piante e fiori, un significato grande visto che tanto ci avevo lavorato. La porta d’ingresso del suo alloggio non è lontana dalla nostra più di quattro metri, era sempre aperta, si sedeva sul gradino, fumava qualche sigaretta e buttava cenere e cicca su un piattino, stava al telefono per lavoro e talvolta poteva capitare di intuire l’importanza della conversazione se si alzava e andava camminando ora a passi lenti, ora cadenzati sul parcheggio antistante l’ingresso. Non è che lo stessi ad osservare, ma la mia attività e le mie abitudini facevano sì che così fosse, vivevamo nella stessa casa e vicini di porta. Al mio passare faceva un cenno di saluto con la mano e con la testa, la sua timidezza non arrivava a dire - come va?
Un lunedì dopo un fine settimana a casa , andando per le mie cose mentre attraverso il parcheggio, lo vedo al telefono, allora tiro diritto, Lui mi saluta alzando il capo, aveva le mani e le braccia graffiate come se un gatto l’avesse
Aggredito, fermò la conversazione in corso per rassicurarmi: - non è niente, ieri siamo andati per boschi, attorno a Cantiano con le moto da trial. D’incanto ricordava le mie di corse in moto dopo la separazione, quando alla ricerca di me stesso andavo sul Monte Grappa, sul lago di Garda o a Trieste, anche lui percorreva le situazioni che erano capitate a me, mi faceva rivivere cose lontane, amare e piacevoli insieme che non avrei mai voluto più rivivere.
Prima dell’estate mi chiese se poteva, dopo le ferie, ospitare un suo collega per un breve periodo, nè a Lui nè ad altri avrei detto di no, il posto c’era e il mio modo di aiutare qualcuno è anche questo.
Bisogna dire che Luca già da tempo era di casa, nei momenti liberi si godeva il sole caldo disteso sulla sedia a sdraio in giardino, si portava l’asciugamano, le cuffiette e le sigarette. Un giorno, forse una settimana prima del previsto c’era con Lui anche un giovanotto distinto, a fiuto non corrispondeva all’immagine di un collega, Luca conosceva bene le regole della casa ed anche in quella circostanza non le disattese, fu proprio il suo modo di essere che da quel giorno si unì a noi di lunedì e martedì Paco. Era alla sera il momento in cui la crudeltà del presente mi fa ricordare con dolcezza quando si udivano le note della chitarra e noi di qua abbassando il volume della televisione un po’ si ascoltava e ci si compiaceva di essere stati fortunati di avere questi buoni vicini!
Mai non hanno esagerato, mai ci hanno dato modo di dire, - non vedo l’ora che se ne vadano, anzi ci dispiaceva che di lì a poco l’azienda lo avrebbe trasferito in altra sede. Ci promettevamo che quanto prima saremo andati al suo paese delle Marche, avremmo conosciuto la figlia Sara e i genitori in particolare il padre, uomo tutto fare dalle molteplici capacità, sempre narrava essere cultore del gusto di scolpire il legno, allevare galline, capre ed altri animali da cortile. Coltivava le piante dell’ l’orto per darle al figlio che lavorava in trasferta e che con noi qualche volta condivideva.
Avremmo visto la taverna i cui lavori di restauro fatti nel tempo libero, erano quasi terminati, dedicava se stesso per questo obbiettivo, gli piaceva sapere di avere quattro mura arredate con le proprie mani…
Mio figlio Andrea, come ogni anno, assieme ad alcuni amici aveva già provveduto a montare la piscina, se Luca e Paco si sono fatti un bagno, non lo so, certo è che era un bel vedere, quanto la casa potesse essere per qualcuno un posto dove stare, nonostante le vicissitudini della vita.
Di Paco è presto detto, medico psichiatra infantile, costretto a macinare chilometri tra Bologna, Ferrara, Ancona e Fano per lavorare, si é lasciato con la moglie e Luca ha provveduto a dargli il primo soccorso. L’estate invitava a godersi tutto il sole e i due amici non disdegnavano di approfittare della opportunità per suonare in giardino la chitarra e bere una birra, circondati da Tito invadente Hushy-lupo che ora mentre scrivo sta lì sdraiato vicino alla sua auto che è ancora nel nostro parcheggio. Tito a pieno diritto fa parte della casa, ha contribuito non poco alla reciproca convivenza ed alla conoscenza delle relazioni umane, Luca gli ha insegnato a prendere senza irruenza il cibo dalle mani ed eseguire certi ordini. Io che non ho mai voluto animali all’interno della casa e che tanto ho criticato qualcuno a me vicino che lo permetteva, da qualche tempo un po’ lo acconsento, ho visto l’animale disteso sul pavimento della sua cucina apprezzare del sentirsi protetto.
Parlare della figlia Sara di nove anni era motivo di vanto, ci teneva molto rendere presente l’argomento in modo da potersi mostrare padre presente e raccontare di Lei e del loro stare insieme. Partiva al venerdì pomeriggio tardo, per andare a prenderla a Bologna dalla madre e trascorrere il fine settimana a Cantiano, in casa dei genitori, la sua personalità aveva convinto, di volta in volta, qualche collega di lavoro a deviare la strada per fare il viaggio assieme.
Non c’ è mai stato posto nei suoi scarni discorsi per il benché minimo riferimento alla sua ex moglie, di certo so, che non ho chiesto nulla e nulla ha mai detto; capirlo non mi era stato difficile, avendo prima di lui, avuto la stessa dolorosa esperienza ,…a cosa sarebbe servito interferire….
Si è fatto il barbecue a Residenza Serena più di qualche volta e tutti abbiamo partecipato, del fuoco acceso nel caminetto in giardino per cucinare alla brace le salcicce e bistecche marchigiane, rimane il ricordo della settimana scorsa, mi dispiace che alcune conoscenti a cui era stato rivolto l’invito non siano potute venire, avrebbero conosciuto momenti di gioia e apprezzato il nostro cucinare. Mi trasfondeva il bisogno di ricostruirsi, le esperienze dei giorni delle vacanze di Natale lo avevano scoraggiato, una “ fiamma” del paese gli impediva di vivere la beatitudine dell’ amore condiviso, ma non sembrava a prima vista si fosse perso d’animo, qualcosa si aspettava anche dalla opportunità di possibili nuove conoscenze della cena mancata, non lo diceva e cercava di nascondere la delusione, ma nei suoi occhi la leggevo.
Apertamente il suo modo di essere non gli permetteva di dire quanto fosse difficile la sera prendere sonno e quanto avesse bisogno non della compagnia qualunque di una serata spensierata, ma della forma più alta della comprensione di una donna. C’era delusione e amarezza nel vedersi solo, aspettare il venerdì per tornare a casa, qui da noi in fin dei conti era il “luogo” del cantiere, tutto sommato un posto come tanti altri.
Cantiano diveniva il ritorno alla famiglia, alla gioventù, alle vecchie abitudini, agli amici che ora però hanno famiglia e tempi diversi….
Una volta, di lunedì, proposi ai due amici di musicare la traccia di una canzone che avevo scritto anni addietro ero indeciso , avevo paura che la cosa
Potesse essere patetica e per compiacermi non dicessero di no, ma sentito l’inciso e la sequenza dei versi, trovarono l’idea non male e si continuò attivamente tutta la sera.
Il musicista impegnava Paco in esercizi di voce a cui orgoglioso non si sottraeva, : - Questa è una canzone per Britti o per Masini, tu Giovanni, rivolgendosi a me, la fai troppo di chiesa , la canti in modo troppo scontato, non è moderna e nell’intercalare, nella ricerca delle note giuste, frammenti di storie, impressioni e sollecitazioni uscivano dall’animo in un librarsi di nodi vecchi e nuovi.
Aveva allestito una piccola sala di incisione, ono ancora là chitarre, amplificatori, registratori, microfoni, tastiere, spartiti,…. Tutto è in attesa che i famigliari vengano a prenderle con altre sue cose. A me resterà il regalo di un plettro e una muta di corde per la chitarra elettrica.
Il racconto di un breve incontro da lui avuto per caso in un’ enoteca della nostra zona con un musicista, a suo dire sublime, scatenò in Paco la “passione” e tanto fece che andò in auto a prendere un cd con un brano di Lucio Dalla e dopo averlo fatto sentire almeno tre volte esclamò: - Solo la donna che comprenderà questa musica potrà essere la mia compagna!
Si parlò di Vasco, di Portera e di altri; percepivo che la serata se ne andava troppo velocemente e mentre vivevo quel presente mi preoccupavo di volerlo ricordare con affetto. Mi rammaricavo del fatto che avrei potuto dimenticare quelle sensazioni, cercavo di imprimere nella memoria tutto quanto stava accadendo, quasi un presagio, avevo paura non si potesse ripetere l’armonia venutasi a creare, strano, troppo bello, tant’è che ne scrivo qui con rimpianto.
All’ una di solito si finiva e quel martedì erano le undici, il giorno dopo sarebbe stato lavoro duro; di quelle sere rimane una cassetta registrata, che è l’ultimo frammento rimasto di una vita breve, lasciata sulla strada in un incidente fatale dove nulla si è potuto fare.
La fuori c’è la sua auto. Quasi un presagio, quella mattina soffermandomi sulla targa pensavo alle vicissitudini che avuto con quello stesso modello, anche questi erano argomenti che avevano trovato consenso in quelle serate. Entrambe di seconda mano, Luca però trattava la sua come un gioiello, diversamente da me che neanche mi preoccupavo di alzare il cofano per controllare l’olio.
La giornata fino alle tre e mezzo del pomeriggio, quando sono tornato a casa, era trascorsa all’insegna della normalità, non era certo che le cose fossero andate a gonfie vele, ma neanche per il verso contrario, mi bastava constatare che il sogno fatto la notte fino a quel momento non si era concretizzato… Ma nel vederla camminare adagio verso di me dal colore pallido della pelle del viso ho capito che qualcosa doveva essere successo, - ti devo dare una brutta notizia. Tutto il dolore dell’universo mi cadde addosso,, la gola mi si strinse, l’evento atteso era accaduto, … mi colpiva e basta!
Mercoledì sera, l’unico giorno d’inverno di questo periodo stranamente caldo e fuori luogo, dopo aver conversato un pò con mia madre, che fu l’ultima a vederlo, se ne andò in quel di Rovigo o lì vicino, così ci raccontò l’altro Luca, suo collega, piangendo la mattina successiva. Si è schiantato tra un platano e un muro di cinta di un supermarket a settantacinque chilometri orari, alle undici e mezza, dopo una cena con colleghi di lavoro, e così non lo vedemmo più.
Mi sono trovato di fronte allo specchio di me stesso davanti alla vita, tante domande ora esigono una risposta, il “fato”è venuto in questa casa quel giorno e ha portato dolore, la canzone che stava musicando fatalmente fotografava la sua vita, e ora sarà destinata a rimanere per sempre incompiuta ma viva nel mio cuore, e lui sapeva che:
-“se potessi fermare il tempo anche per un sol momento, quello sai che non abbiamo vissuto mai, una cosa ti direi - non andare resta qui con noi, suoniamo un po’, la vita è così, qualcosa di nuovo succederà.”

Sarebbe stato meglio sapere che i fatti qui narrati non sono mai accaduti, i nomi delle persone e i luoghi, anch’essi di pura fantasia… Luca aveva letto un racconto a cui mi era stato assegnato un premio ad un concorso letterario nel giugno e dell’anno passato, mi diceva che dovevo continuare a scrivere - gli dissi una sera alcuni giorni fa - presto ti farò leggere qualcosa della estate troppo calda per le mie abitudini, ma non ho avuto modo di mantenere la parola, ho sentito la necessità di imprimere sulla carta il giorno successivo alla sua scomparsa, questo breve ricordo che provvederò quanto prima far pervenire a Natale e Anna suoi genitori in Cantiano.

Giovanni
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x giovanni

Messaggio Da Sil il Dom Apr 13, 2008 7:46 pm

Giò...è bellissimo....ora ho letto tutto..
forza Stoner

Sil

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Re: Breve racconto ... chi vuole ed ha pazienza lo legga

Messaggio Da Nat il Lun Apr 14, 2008 11:11 am

buongiorno

racconto a parte... Crying or Very sad ma...giovanni ....è diventato anche lui ....OSPITE????


hein4

Nat
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Re: Breve racconto ... chi vuole ed ha pazienza lo legga

Messaggio Da Max il Lun Apr 14, 2008 11:42 am

Il racconto e gli avatar discutibili sparati in chat.......e la cancellazione dal forum.

E' un gioco a premi?

Shocked
rispondere per le rime e' una vocazione
e io, non per vantarmi.....voco!

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Re: Breve racconto ... chi vuole ed ha pazienza lo legga

Messaggio Da PaolaB. il Lun Apr 14, 2008 4:01 pm

scusate una domanda... Quando appare la scritta Ospite, come si fa a sapere il NOME dell'Ospite???? Question Shocked vieille
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Re: Breve racconto ... chi vuole ed ha pazienza lo legga

Messaggio Da LunaSimo il Lun Apr 14, 2008 4:02 pm

Non si può sapere Paola....solo ricordarsi chi lo ha scritto.......
" Nell'ozio e nei sogni, la verità sommersa viene qualche volta a galla"

(Virginia Woolf)

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